La Casa degli Scrittori
La Casa degli scrittori
Valerio Tani e Cecilia Tintori
Un incontro fortuito. Di quelli che non aspetti. Quando tutto sembrava già visto e banale. Quando credevi nella monotonia del quotidiano.
Arriva L altro e cambia tutto. Due personalità diverse che si toccano dalla parte più sensibile.
Tutto ciò può portare solo a un eccesso. E questa sovrabbondanza è tutta espressa nella saga degli ‘ohara. Niente sarà più come prima. Come noi due del resto. Uguali a prima, mai più gli stessi
Abbiamo in mente un disegno, anzi due, meglio, tre:
Il primo progetto prevede una saga, una narrativa di finzione, come la definirebbero gli specialisti del settore. Tra questi non ci annoveriamo ovviamente, ma prendiamo in prestito i loro sofismi.
Una collana gemellare che corre con due marce e due personaggi sul binario della follia. Una serie di capitoli più ironici che drammatici, per chi è capace di distinguerne la differenza, dipanati su due fronti: il classico e l’erotico/integrale. I fratelli ‘Ohara, Olivia e Martin sono divisi da piccoli. Uno rimane con il padre, lei con la madre. Madre che per entrambi rappresenterà il fulcro nativo delle loro atipicità psicologiche e di questo ringraziamo Freud. Sono entrambi distaccati, freddi, spietati, capaci di crudeltà importanti, ma soprattutto vivono una sessualità libera dai fronzoli sociali inculcati da millenni di papato impero. Rimangono ignari della reciproca esistenza fino all’età adulta; quando si ritroveranno creeranno un legame unico, estremamente forte, una sinergia del male difficile da ricordare in qualsiasi altra coppia della fantasia narrativa. Di questa saga esiste un piano parallelo e soft, adatto ad una più ampia fetta di lettori, mentre per i più coraggiosi esiste la linea integrale, senza censure. Martin e Olivia ‘Ohara vi aspettano in tutte le piattaforme on line e su Amazon Libri.
Il secondo impegno è qualcosa di molto più ampio e legato ad un tema decisamente serio, una realtà sconvolgente e per molti aspetti inesplorata. Il nostro sarà un umile tentativo di illuminare il mondo degli abusi, della sopraffazione, della pedofilia, del trauma psicologico tout court. Se con il primo progetto (non per importanza) vogliamo divertire o indurre un piacevole stupore, in quest’altro versante ci immergiamo in atrocità di difficile analisi. Su questo piano ci limiteremo a promuovere la raccolta di storie di vita, testimonianze e denunce. Per chi vorrà una vetrina non necessariamente riconducibile all’autore e pertanto anche anonima.
Uno spazio aperto a tutti i sopraffatti, a chi ha dimenticato, ma non ci sta a seppellire i ricordi, a chi decide di ribellarsi alla muta convivenza. Una piccola voce, nell’immenso spazio dell’omertà.
Vogliamo incrinare questo muro, spaccare la definizione di tabù, perché siamo assolutamente certi che parlarne è meglio che tacere.
Per quanto siano limitate le nostre possibilità apriremo questa collana editoriale con un romanzo di fortissimo impatto tratto da una storia vera, purtroppo. Una testimonianza ripresa e descritta con fredda distanza da Cecilia in persona. “Camilla” è uno spaccato di vita che affronta le vicende di una bambina abusata fin da piccolissima; verranno ripercorsi anche gli anni successivi all’abominio per evidenziare quale tipo di danni sono provocati da queste mostruosità, fino al processo del mostro, che come spesso accade lascerà impunito il carnefice. Se mi si passa la battuta, avremmo bisogno di veri ‘Ohara per render davvero giustizia a queste atrocità. La storia di Camilla è comune a tutti coloro che sono stati vittima di inconfessabili barbarie, ed è talmente cinica da mettere alla prova anche il lettore più svezzato. Una dirompente biografia, che svela la malvagia architettura dell’orco, basata sul dominio psicologico, sull’inganno, sull’utilizzo dell’ingenuità infantile per i propri macabri scopi, sull’innata patologica capacità di creare quei sensi di colpa responsabili del trauma più che della natura stessa dell’abominio subito. Un romanzo crudissimo, carico di angoscia, dannatamente reale. Il male che si concretizza nelle sue forme più abbiette, viene esposto senza virtuosismi letterari, senza alcuna accezione emotiva, con un distacco da far gelar la pelle. Una fotografia senza colori, non per questo meno dolorosa. Un libro per molti, ma non per tutti, proprio come le verità che vorremmo esporre, perché siamo convinti che quel baratro di emozioni, frasi non dette, sensi di colpa offuscati dalla luce, se fossero denunciati rifletterebbero un po’ del suo orrore sugli autori di tanta efferatezza, favorendo, si spera, un percorso terapeutico per la vittima.
Il terzo e ultimo progetto, non per questo meno importante, è un supporto fattivo per tutti quegli autori che inciampano nel muro editoriale, anche se sarebbe meglio definirlo botro. Una grossa pozzanghera infestata da squali, squaletti o semplici molluschi, che vivono e si nutrono delle nostre speranze. Non abbiamo bisogno di loro e gliel’abbiamo dimostrato. Nella casa degli scrittori c’è posto per tutti ed è assolutamente gratuito. La nostra vetrina per chi vorrà sarà sempre disponibile.
Insieme non cambieremo il mondo, ma a dargli una scrollata ci proviamo lo stesso.
Valerio Tani
Valerio Tani è nato a Livorno nel 1972. Ha vissuto per molti anni a Bologna successivamente a Firenze. Ha lavorato per due autorevoli multinazionali farmaceutiche come responsabile commerciale, finché interrompendo bruscamente questa carriera, decide di riavvicinarsi a un modo di vivere più sostenibile che coincide anche con un ritorno alle origini. Attualmente cucina, legge e scrive molto.
Con passione e impegno non comuni, inserisce le proprie esperienze in thriller duri e cinici. I suoi romanzi non sono per tutti, ma uscendo dal mainstream, avvolgono il lettore in atmosfere dense e coinvolgenti. Per chi saprà apprezzarlo, si apre una collana editoriale del tutto nuova in un panorama editoriale caratterizzato, prevalentemente, dal deja vù.

Cecilia Tintori
Cecilia Tintori, nata a Livorno il 25 febbraio 1975, dopo un decennio trascorso in Pianura Padana, ha seguito il richiamo delle proprie radici tornando nella città natale. La nostalgia del mare e il desiderio di ritrovare l’autenticità schietta dei livornesi l’hanno spinta a rivalutare le proprie origini. Il suo ritorno segna una riscoperta del legame profondo con il territorio, dove la genuinità e il carattere vivace della sua gente sono parte integrante della sua identità.



















